Patologie del CLB.

Il bicipite è un muscolo molto forte. Si trova nella porzione anteriore del braccio e quando si contrae flette il gomito. Viene utilizzato ogni qualvolta si solleva un peso o quando si avvicina la mano al viso. Il bicipite è costituito da due ventri muscolari. Uno origina dalla scapola, superiormente alla glena (il capo lungo del bicipite-CLB) e l’altro origina dalla coracoide (il capo breve del bicipite).
Le lesioni al tendine del capo lungo del bicipite omerale, le più frequenti, e sono il risultato di movimenti ripetitivi con le braccia al di sopra della testa o di traumi accidentali.
Il trattamento è nella stragande maggioranza dei casi conservativo.

  • Quali sono le lesioni più frequanti al CLB?

    Le lesioni al CLB sono spesso il risultato di movimenti ripetitivi con le braccia al di sopra della testa o di traumi accidentali. Quando la lesione è conseguenza di un’infiammazione cronica, viene chiamata tendinopatia del capo lungo del bicipite. Essa si verifica a causa dell’ attrito e dell’ infiammazione dello strato di sinovia che ricopre il tendine in seguito a movimenti ripetitivi che possono portare all’ usura e/o alla rottura del tendine.
    In seguito a sollecitazioni croniche, in alcuni pazienti, il tendine può rompersi improvvisamente causando dolore e la formazione di un rigonfiamento a livello del muscolo del bicipite. Questo accade perchè il tendine si retrae, il muscolo si accorcia e si allarga. Questo fenomeno viene descritto come segno di Popeye (“braccio di ferro”), facendo riferimento al personaggio del cartone animato famoso per il suo bicipite prominente.
    Nella maggior parte dei pazienti non è necessario fissare il tendine perchè una volta rotto la sintomatologia dolorosa scompare (si parla pertanto di “rottura salvatrice del CLB”). Questo accade perchè il tendine non è più sollecitato durante i movimenti della spalla. In alcuni casi il dolore potrebbe persistere e il paziente potrebbe riferire la sensazione di crampi a livello del muscolo bicipite.

  • Quali sono i sintomi di un problema al tendine del bicipite?

    Nei casi di tendinite del CLB il sintomo principale è il dolore nella parte anteriore della spalla. La pressione sul decorso del tendine provoca dolore. L’utilizzo del braccio al di sopra della testa può causare dolore anteriore alla spalla.

  • Come si cura la tendinite/tendinopatia del CLB?

    La fisioterapia e la modifica del tipo di attività fisica aiutano a migliorare il dolore. Le terapie fisiche, come ad esempio la tecarterapia, aiutano a ridurre l’infiammazione. Evitare movimenti ripetitivi di sollevamento del braccio o di sollevamento di pesi permettono di calmare l’infiammazione del tendine. Anche i farmaci antiinfiammatori aiutano a ridurre il dolore.

  • In che cosa consiste l’intervento? Tenotomia o tenodesi?

    L’intervento chirurgico è raro e riservato ai casi refrattari con importante dolore e limitazione funzionale. In questi casi si procede all’intervento di tenotomia del CLB. E’ una procedura artroscopica che prevede il taglio (“tenotomia”) del tendine a livello del suo decorso intraarticolare, laddove si inserisce a livello del labbro glenoideo superiore. E’ un intervento che risolve il dolore nella maggior parte dei casi, senza compromettere la funzionalità della spalla e la forza del braccio; occorre informare il paziente che, a seguito della tenotomia, può esitare un rigonfiamento a livello del muscolo del bicipite. Questo accade perchè il muscolo “scende”, si accorcia e si allarga. Tale fenomeno viene descritto come segno di Popeye (“braccio di ferro”), facendo riferimento al personaggio del cartone animato famoso per il suo bicipite prominente.
    Si tratta comunque di una “complicanza” puramente estetica che non determina una limitazione del movimento o della forza della spalla operata.

    In alcuni casi, una volta tagliato il tendine, si può decidere di reinserirlo a livello dell’osso omerale (“tenodesi”). Solitamente questo tipo di intervento è riservato ai pazienti più giovani con particolari richieste funzionali o esigenze di tipo estetico: come rovescio della medaglia, questa fissazione del CLB comporta una non infrequente persistenza di dolore nella sede stessa della tenodesi.

  • Quanto dura il ricovero e la convalescenza per l’intervento di tenotomia/ tenodesi del CLBO?

    L’intervento chirurgico viene eseguito in anestesia loco-regionale e il rientro a casa è previsto per il giorno successivo all’intervento chirurgico. In caso di tenotomia del CLB non è necessaria l’immobilizzazione del braccio. La fisioterapia può essere iniziata subito dopo l’intervento e la ripresa del lavoro e dello sport avverà compatibilmente con il dolore.

    Nel caso di tenodesi del CLB invece il braccio operato deve essere immobilizzato in un tutore per 3 settimane, in modo da proteggere il tendine e permettere la sua guarigione all’interno della sua nuova posizione nell’osso. Il braccio può essere utilizzato per attività leggere come scrivere o utilizzare la tastiera del pc ma non è permesso sollevare attivamente il braccio. La fisioterapia solitamente viene iniziata a una settimana dall’intervento chirurgico e l’utilizzo attivo del braccio a 3 settimane. Il rinforzo muscolare e l’utilizzo del braccio per l’attività sportiva avviene in media a 3 mesi dall’intervento chirurgico.

  • Cos’è la lesione S.L.A.P.?

    S.L.A.P. è un acronimo inglese che sta per “Superior Labrum Anterior to Posterior”.
    Il tendine del bicipite è ancorato alla parte superiore della glena attraverso il labbro o cercine glenoideo.
    Il labbro è come una galloccia di un porto e il tendine del bicipite la corda che si attacca alla galloccia.
    Un trauma o una caduta ,il sollevamento di un peso eccessivo o una lussazione o sublussazione della spalla che causano uno stiramento improvviso del tendine, possono disinserire la parte superiore del labbro glenoideo. Questa lesione si chiama S.L.A.P. e sta ad indicare una lesione del labbro glenoideo che si estende anteriormente e posteriormente rispetto all’ inserzione del tendine del CLB.

  • Quali sono i sintomi della S.L.A.P.?

    La S.L.A.P. si presenta solitamente con dolore quando si compiono gesti con il braccio sollevato di fronte al proprio corpo. A volte si ha la percezione di un click o di scatto a livello della spalla. Se a questo tipo di lesione è associata un’instabilità di spalla, ad esempio per una lesione della parte anteriore del labbro glenoideo, si può avere la sensazione che la spalla “si sposti”.

  • Come si fa diagnosi di S.L.A.P.?

    Questo tipo di lesione non può essere vista con una radiografia convenzionale. E’ necessaria un’ artro-risonanza (artro-RMN con mezzo di contrasto) per poter visualizzare tale lesione.

  • Come si cura la lesione tipo S.L.A.P.?

    Una S.L.A.P. isolata non è molto frequente. Spesso questo tipo di lesione si associa ad un episodio di instablità di spalla oppure la lesione si estende al tendine del CLB. In questi casi la sola riparazione della lesione tipo S.L.A.P. non sarebbe risolutiva. Ove indicato, Il trattamento della S.L.A.P. prevede la riparazione artroscopica della lesione mediante il posizionamento di un ancoretta nell’osso al di sotto della zona di disinserzione del labbro che permette il reinserimento del labbro mediante dei fili di sutura a livello del bordo superiore della glena.

  • Quanto dura il ricovero e la convalescenza per l’intervento di riparazione della S.L.A.P.?

    L’intervento chirurgico viene eseguito in artroscopia e la dimissione è prevista per il giorno dopo l’intervento. Il braccio deve essere mantenuto in un tutore per 4 settimane in modo da permettere al labbro di guarire e saldarsi con l’osso della glena. Tuttavia è importante iniziare la fisioterapia dopo una settimana dall’intervento chirurgico, per evitare che si instauri una rigidità della spalla. Il fisioterapista eseguirà quindi una mobilizzazione passiva della spalla. Durante le prime 4 settimane post-operatorie il paziente può utilizzare il braccio operato per piccoli gesti quotidiani. Deve essere evitato il sollevamento attivo della spalla per non strappare la sutura del labbro. A 4 settimane dall’intervento viene rimosso il tutore e il braccio può essere utilizzato per le attività quotidiane. A 8 settimane si inizia con il rinforzo attivo dei muscoli della cuffia dei rotatori. Il ritorno allo sport è permesso a 16 settimane dall’intervento chirurgico.

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